La cassetta degli attrezzi.

“Non esiste buono o cattivo tempo, ma solo buono o cattivo equipaggiamento.”

R. Baden-Powell.

In psicoterapia esistono moltissimi strumenti, ognuno con la sua validità e la sua diversa possibilità di utilizzo. È facile perdersi tra le sigle e i nomi in lingue che non sono le nostre, ecco quindi un piccolo dizionario di quelli che utilizzo, per poterci orientare meglio.

Mindfulness: significa “portare attenzione al momento presente in modo curioso e non giudicante” (Kabat-Zinn, 1994). Mindfulness è quindi un processo che coltiva la capacità di portare attenzione al momento presente, consapevolezza e accettazione del momento attuale. Molto spesso non possiamo cambiare ciò che ci accade, ma possiamo allenarci in un atteggiamento diverso rispetto alla nostra esperienza.

EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing): è un metodo psicoterapico strutturato, che si basa sulla stimolazione bilaterale, che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia ad eventi traumatici, che a esperienze più comuni ma emotivamente stressanti. E’ un approccio interattivo e standardizzato, scientificamente comprovato, e documentato in centinaia di pubblicazioni che ne riportano l’efficacia nel trattamento di numerose psicopatologie inclusi la depressione, l’ansia, le fobie, il lutto acuto, i sintomi somatici e le dipendenze.

CBT (Cognitive-Behavioural Therapy): Tale orientamento raggruppa al suo interno molteplici teorie, modelli di funzionamento psicopatologico, protocolli e tecniche di trattamento, che tuttavia presentano caratteristiche comuni. In termini generali, la psicoterapia cognitiva e comportamentale spiega il disagio emotivo attraverso una complessa relazione di pensieri, emozioni e comportamenti. Gli eventi influenzano le nostre emozioni ma pensieri e comportamenti determinano la loro intensità e la loro durata.

TMI (Terapia Metacognitiva Interpersonale): Mira a migliorare la metacognizione, cioè la capacità di comprendere i pensieri, le emozioni, le cause psicologiche dei propri comportamenti disfunzionali, promuovere e affinare la capacità di capire cosa gli altri pensano, provano e cosa li muove ad agire, per promuovere modi di relazionarsi più funzionali attraverso la comprensione degli schemi interpersonali che guidano le azioni.

ACT (Acceptance and Commitment Therapy): è un intervento psicoterapico che integra strategie di accettazione, mindfulness e di impegno nell’azione. Gli obiettivi ruotano attorno all’incremento della flessibilità psicologica che porta ad un aumento del benessere psicologico.

CMT (Control Mastery Theory): sottolinea che la motivazione primaria di ogni essere umano sia quella di adattarsi al meglio alla realtà in cui si trova a vivere e di padroneggiare (to master) i propri problemi. Secondo questo modello, ognuno di noi ha la capacità di controllare (to control), almeno in una certa misura, le proprie funzioni mentali consce e inconsce, guidato dalla ricerca di un senso di sicurezza.

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